Già nel 1806 Eugenio Napoleone aveva
istituito un "Magistrato civile per lavori generali
che riguardano il grande sistema del Po", mentre
a Parma l'Ufficio di Ispezione superiore del Genio Civile
per il Po.
Dopo l'unità d'Italia,
in occasione delle prime grandi piene del secolo, quelle
del 1907 e 1917, si sentì l'esigenza di individuare
una struttura unica alla quale affidare il coordinamento
unitario dell'attività idraulica di tutto il complesso
bacino del Po.
Nel 1924, infatti, fu istituito il Circolo di Ispezione
del Genio Civile per il Po, con sede a Parma, al quale
vennero affidati i compiti della vigilanza nei progetti,
sulla esecuzione delle opere riguardanti la sistemazione
e la regolarizzazione degli alvei e sulla polizia idraulica
in tutto il corso del Po e dei suoi affluenti.
Il verificarsi della catastrofica
alluvione del 1951 determinò l'istituzione del
Magistrato per il Po, quale efficace struttura unitaria
operante a livello di bacino. La legge istitutiva è
del 12 luglio 1956, n. 735 alla quale seguì quella
del 18 marzo 1958, n. 240 e quella del 10 ottobre 1962,
n. 1484 che lo trasformarono da semplice ufficio di coordinamento
in organo di amministrazione attiva con pieni poteri in
materia di programmazione, esecuzione e gestione delle
opere di difesa dell'intero bacino.
Nella scelta della denominazione
"Magistrato" venne seguita la prestigiosa tradizione
della Serenissima Repubblica di Venezia, dove già
nel 1397 esisteva uno speciale "Magistrato dei Savi
(Sapientes super acquis) dal quale derivò, nel
1543, il Magistrato delle Acque di Venezia che cura i
corsi d'acqua della pianura veneta (a nord-est dell'Adige).
Il Magistrato per il Po, già organo decentrato
interregionale del Ministero dei Lavori Pubblici, poi
organo decentrato interregionale del Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti e del Ministero dell’Ambiente e
del Territorio, dal gennaio 2003 è Agenzia
Interregionale per il fiume Po (A.I.PO), in attuazione
dell’art. 89 del D.L. 112/1998. Le regioni interessate
sono la Regione Piemonte, la Regione Lombardia, la Regione
Emilia Romagna e la Regione Veneto.
Parallelamente all'attività
dell'Agenzia opera l’Autorità di bacino del
fiume Po. L'attività di studio e di predisposizione
del Piano di Bacino, della programmazione, del coordinamento
e del controllo dei relativi Piani Stralcio a livello
di sottobacino, per effetto delle nuove norme sulla difesa
del suolo (Legge 183/89), costituisce, oggi, l'attività
precipua dell'Autorità di Bacino.
Nell'ambito della stessa Autorità
di Bacino, l’Agenzia Interregionale per il fiume
Po è costantemente impegnata al fianco delle amministrazioni
statali (Ambiente e Beni Culturali, Infrastrutture e Trasporti)
e locali (Regioni, Province, Comunità Montane,
ecc.), che della stessa Autorità fanno parte integrante,
in un contesto più ampio, che trascende l'aspetto
meramente idraulico delle proprie competenze, con la presenza
dei propri dirigenti tecnici nelle diverse Commissioni
e Sottocommissioni.
Il bacino idrografico tributario
del Po si estende per circa 74000 Kmq e, come detto, abbraccia,
pressoché interamente, il territorio di quattro
regioni (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia ed Emilia
Romagna più parte del Veneto per quanto riguarda
il delta in Provincia di Rovigo), oltre a modeste porzioni
delle regioni finitime (Liguria, Toscana e la Provincia
Autonoma di Trento), nonché circa 150 Kmq di territorio
svizzero. In totale sono interessate 24 province e 3200
comuni. Esso è solcato da 4500 km di corsi d’acqua,
con una estensione di arginature di seconda e terza categoria
di 3564 km.
Particolarmente impegnative, soprattutto per l'ormai
intensissima antropizzazione dell'intero bacino e per
l'aumentata sensibilità delle popolazioni nei riguardi
dei problemi connessi alla tutela ambientale e fluviale,
sono le funzioni svolte dall'Agenzia in materia di Polizia
Idraulica, per il cui espletamento sono in fase di studio
nuovi e più aggiornati criteri di gestione e di
organizzazione.
Strettamente connesse alla gestione
delle opere idrauliche e alla Polizia Idraulica sono la
direzione ed il coordinamento del Servizio di Piena, che
si espleta lungo i tratti del Po e dei suoi affluenti
interessati da opere idrauliche di prima e di seconda
categoria, i tratti, cioè posti in corrispondenza
di confini nazionali e quelli le cui arginature continue
sono poste a protezione degli abitati delle opere pubbliche
e degli insediamenti più importanti per la collettività,
oltrechè sui tratti arginati di terza categoria
di una certa rilevanza.